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5 PROPOSTE CISL

LE PROPOSTE DELL'ASSEMBLEA CISL NAZIONALE DEL 18 APRILE 2012

L'azione del Governo, fortemente condizionata dall'emergenza, risulta tuttavia debole sul piano del contrasto della crisi e contrassegnata dalla mancanza di equità sul piano sociale, come emerge dal continuo rinvio della riduzione delle imposte su lavoratori e pensionati e l'incapacità dopo più di tre mesi di risolvere il grave problema degli esodati, per i quali la Cisl chiede con forza dopo la grande manifestazione del 13 aprile u.s. un immediato confronto risolutivo del Governo con le OO.SS., che dia inoltre immediata attuazione alla detassazione del salario di produttività. Di fronte a questa situazione la Cisl impegna tutta l'organizzazione ad una mobilitazione straordinaria a livello nazionale e territoriale per sostenere la realizzazione di un Patto per la crescita e per il lavoro che nell'ambito di una necessaria politica per lo sviluppo a livello europeo attraverso l'emissione degli euro bond e della tassazione delle transazioni finanziarie, nel nostro Paese preveda:

a) il rilancio degli investimenti per le infrastrutture, le reti digitali, dando corso al piano nazionale energetico e ambientale; la realizzazione delle opere pubbliche anche piccole e medie con il superamento del Patto di Stabilità; il tempestivo utilizzo dei Fondi Europei per sviluppo e lavoro nel Sud; una politica industriale orientata alla innovazione di prodotto e alla ricerca, il sostegno agli investimenti attraverso la disponibilità del credito;

b) una riforma fiscale, che rendendo sempre più stringente ed organico il contrasto all'evasione fiscale, preveda nel 2012 un intervento di riduzione del peso fiscale su lavoratori, pensionati e famiglie, per favorire la ripresa della domanda interna e sugli investimenti e il lavoro per rilanciare lo sviluppo.

c) la rapida approvazione in Parlamento della riforma del Mercato del Lavoro salvaguardando l'equilibrio raggiunto tra il sostegno per le nuove assunzioni, una diversa regolazione della flessibilità che contrasti gli abusi, il riassetto degli ammortizzatori sociali che si estende a tutte le tipologie di lavoro e dimensioni d'impresa e valorizzi la bilateralità, la positiva mediazione che ha permesso di salvaguardare le tutele contro i licenziamenti illegittimi.

d) una forte riduzione degli sprechi, dell' inefficienza, della cattiva spesa pubblica, degli abnormi costi degli assetti istituzionali e della politica, per salvaguardare, con la riorganizzazione della pubblica amministrazione la buona spesa pubblica, nei settori dell'istruzione, della sanità, della tutela e dell'assistenza sociale in particolare per la non autosufficienza.

e) Una politica strutturale per l'abbattimento del debito attraverso una imposta pluriennale sui grandi patrimoni e una vendita dei beni demaniali per liberare risorse per sostenere crescita e sviluppo.

IMU

Imu: vergognoso penalizzare ancora una volta

pensionati e disabili !!!

                       

"Un altro scandalo va ad aggiungersi a misure sbagliate introdotte dal governo Monti, incapace di andare incontro alle categorie più deboli e svantaggiate di questo Paese.

E' ciò che rappresenta quanto deciso dal governo riguardo l'Imu, l'imposta sulla casa, per la quale lo stesso ha previsto delle detrazioni solo per le famiglie con a carico figli al di sotto dei 26 anni, dimenticando altre categorie come i pensionati che hanno a carico il proprio coniuge."

E' quanto dichiara Baldo Ilari, segretario generale della Cisl Pensionati Parma, secondo il quale "tutto ciò dovrebbe far vergognare questo governo, così come anche la decisione di considerare come seconda casa l'abitazione dei pensionati e dei disabili che vivono in strutture sanitarie col pretesto, sottolineato anche da qualche sottosegretario, che tale misura possa rappresentare un strumento di lotta all'evasione fiscale."
"Proprio a questo proposito vorremmo ricordare che vivere in una residenza per l'assistenza significa, già di per sé, dover affrontare delle spese (1.500 € al mese) non indifferenti per qualunque anziano o disabile e per le loro famiglie, sulle quali il governo continua ad infierire senza alcuno scrupolo”.

Siamo alla frutta, dopo il mancato ripristino del Fondo per la non autosufficienza, il blocco dell’inflazione sulle pensioni da 1.400 €, il taglio completo delle politiche sociali, l’obbligo per gli Enti Locali di aumentare la pressione fiscale per i tagli centrali, anche questo accanirsi con l’IMU non ci voleva.

Speriamo almeno che i regolamenti comunali sappiano salvaguardare le persone più deboli e fragili della società, dopo i numerosi confronti che negli ultimi 4 mesi abbiamo messo in cantiere.

 

Un sindacato a tutti gli effetti

Come pensionati della Fnp Cisl, ci sentiamo sindacato a tutti gli effetti. Né più né meno di quando eravamo lavoratrici e lavoratori in attività. 

Questo significa contrattare non più con le aziende e i datori di lavoro, ma con le istituzioni (parlamento, governo, regioni, comuni, aziende pubbliche di servizi nazionali e locali, a cominciare dalle asl). 

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